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La prima edizione di Pocket opera, inaugurato con il sostegno del Circuito Lirico Lombardo e della Regione Lombardia, ha come padrini Mozart e Verdi e i titoli in programma sono due capisaldi del repertorio operistico, Flauto magico e Falstaff, messi in scena da due giovani registe Serena Sinigaglia e Cristina Pietrantronio. Entrambe in versione ‘tascabile’, appunto, ma in senso volutamente inverso: se Falstaff è il ‘solito’ Falstaff sul palcoscenico, Flauto lo è in buca. Ovvero: il Falstaff è proprio quell’opera che tutti conosciamo, consegnataci da Verdi e Boito nel 1893, ma con un impasto timbrico completamente rinnovato ed affidato ad un’orchestra di soli strumenti a fiato, diretta da Alfonso Caiani. L’orchestra mozartiana classica, diretta per l’occasione da Carlo Tenan, accompagna invece un Flauto, ‘magicamente’ reinventato sul palcoscenico con una drammaturgia in italiano snella ed altrettanto efficace. Due alchimie affidate a due navigati compositori, Carlo Ballarini ed Alfonso Caiani, che mai tradiscono lo spirito autentico dell’opera.