Home > Edizione 2017 >Madama Butterfly


Tragedia giapponese in tre atti. Musica di Giacomo Puccini.
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma Madame Butterfly di David Belasco.

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904

Interpreti
Cio-Cio-San Sarah Tisba
Pinkerton Angelo Fiore
Suzuki Arina Alexeeva
Sharpless Matteo Mollica
Goro Mattia Muzio
Yamadori / Commissario Filippo Rotondo
Zio Bonzo Shi Zong
Kate Selena Bellomi
Parenti, amici e servi / coro Veronica Ghisoni, Giacomo Leone, Afra Morganti Daniele Palma, Adriana Patané, Mattia Rossi

Direttore
Alessandro Palumbo

Regia
Roberto Catalano

Scene Emanuele Sinisi
Costumi Ilaria Ariemme

Orchestra 1813

Produzione AsLiCo

Nuovo allestimento

Calendario recite
14 gennaio, Vighizzolo di Cantù – Teatro Fumagalli (ore 20.30)
5 marzo, Magenta – Teatro lirico (ore 20.30)
18 marzo, Lecco – Teatro della Società (ore 16.00)
8 aprile, Stradella – Teatro Sociale (ore 20.30)
22 aprile, Chiasso – CineTeatro (ore 20.30)

Calendario incontri
a cura di Stefano Lamon
28 febbraio, Magenta – Villa Naj Oleari - via Novara (ore 21.00)
5 aprile, Stradella – Teatro Sociale (ore 20.30)
12 aprile, Chiasso – CineTeatro (ore 20.30)



Note di regia

Noi siamo gente avvezza
alle piccole cose umili e silenziose,
ad una tenerezza sfiorante e pur profonda
come il ciel, come l'onda del mare!


All'inizio è solo un sogno.
Madama Butterfly ci dà le spalle; è notte, e noi precipitiamo nel suo incubo ricorrente, dove l'attesa è infinita e l'orizzonte al quale lei si rivolge tutte le volte in cui chiude gli occhi, è vuoto e silenzioso. Nessuna nave in vista. Chiunque lei aspetti, non è venuto neanche questa volta.
Ma è solo un sogno; lo stesso di ogni notte.
Prima o poi qualcuno verrà a prenderla e andarsene sarà dolce e nuovo; il suo mondo è un orizzonte aperto, e le sue mani, ogni volta che chiude gli occhi, si muovono per toccarlo, disegnarci sopra qualcosa e, forse, riempirlo. Ma gli occhi si aprono e un uomo giunge davvero, approdando con la sua nave, dopo aver attraversato un orizzonte reale. Lui è B. F. Pinkerton, un americano venuto a sposare Butterfly.
È da poco entrato nella casa dove possiamo scorgere solo una grande parete bianca. È uno spazio inviolato; uno spazio soggetto a qualunque cambiamento possibile. L'oriente è un luna park. Un paese dei balocchi per occidentali arroganti e senza scrupoli. Pinkerton è un occidentale e Butterfly verrà rinnegata nella notte più felice, la stessa notte dove ha luogo l'inizio del sogno che lei chiama libertà.
Le parole di Pinkerton riempiono la mente di Butterfly e gettano il seme che germoglierà presto come un cancro; è un graffio, un solco provocato con noncuranza e distrazione dall'uomo che, con un gesto della mano, sporca la grande parete bianca della casa intatta; mani americane che macchiano irrimediabilmente la stanza.
Il segno, l'idea che le è stata innestata dall'uomo che adesso la ghermisce, si trasformerà. Crescerà. Muterà e diventerà forte; si prenderà tutto, così Butterfly precipita tra le braccia dell'uomo che promette e incanta. La notte adesso è totale. È da qui, da questa notte fatta di promesse, che Butterfly amplificherà quel graffio inconsapevolmente.
Butterfly precipita così nel suo sogno lucido, dove il solco lasciato da Pinkerton ha generato l'immagine di un mondo ideale. La linea scura, la ferita che ha macchiato per sempre il suo spazio, è diventata un orizzonte. Ha dipinto un mare, e delineato i confini di un mondo nuovo. Ecco come Butterfly ha passato gli ultimi tre anni della sua vita.
L'orizzonte è lì. Immobile, complice, di un microcosmo inventato e pervaso dalla speranza del ritorno. Ma Pinkerton non c'è e quel piccolo mondo disegnato sopra la lunga ferita nera, è finto. Vistosamente finto. Soltanto lei si ostina a difenderlo. Pinkerton torna nella casa dove tutto è cominciato, al suo fianco, una donna: è sua moglie. Tutto è perduto. L'americano affonda nel suo misfatto. Addentrandosi sempre di più nell'abominio del suo operato, si renderà conto di quale anima ha toccato. Scapperà, perché non riuscirà a reggere la bellezza di cui Butterfly è pregna; una bellezza nata da un graffio inconsapevole.
Butterfly, ora, è destinata ad un'attesa eterna. La casa si svuota. Resta soltanto lei, abbracciata dal suo mondo costruito ad arte. La ferita, è un graffio di luce che ne illumina i contorni. Il suo destino è guardarlo per sempre. Dopo aver detto addio al figlio, coraggiosa e determinata, si toglierà la vita con un gesto che vedrà morire la sua parte più profonda, così che al mondo di Butterfly non resti niente. Solo un graffio, da cui sgorgano ancora fiori.


Alessandro Palumbo Direttore
Durante il biennio 2009/11 si è specializzato come Maestro collaboratore per cantanti al Centre de Perfeccionament Plácido Domingo presso il Palau de les Arts "Reina Sofia" di Valencia (Spagna), dove ha avuto la possibilità di approfondire la propria conoscenza dell'opera lirica, lavorando al fianco dei più grandi cantanti professionisti di oggi, guidato da maestri di fama internazionale come Alberto Zedda, Roger Vignoles, Jocelyn Dienst-Bladin, José Miguel Pérez Sierra, Klaus Sallmann, Carmen Santoro, Gianni Fabbrini e Alejandro Zabala. Durante la stagione 2009/2010 è stato contrattato dallo stesso teatro come coach per le seguenti produzioni: Madama Butterfly, Cavalleria rusticana e La traviata dirette da Lorin Maazel e Lucia di Lammermoor diretta da Karel Chichon. Nel 2010 e nel 2012 ha collaborato con l'Orchestra del Palau de les Arts per le produzioni di Salomé di R. Strauss e Thaïs di J. Massenet interpretata da Placido Domingo (Athanael) e diretta da Patrick Fournillier. Dal 2010 è inoltre regolarmente invitato come Maestro collaboratore del Rossini Opera Festival di Pesaro, dove ha preso parte alle produzioni di Cenerentola, Mosè in Egitto, Il Signor Bruschino e Guillaume Tell. Nel Settembre 2011 è stato invitato come Maestro collaboratore alla prima edizione del Festival ZAR a Valencia per la produzione della zarzuela Marina di E. Arrieta, andata in scena al Teatro Principál sotto la direzione di Vicente Martinez Alpuente. Nel 2013 è stato coach per la produzione de Le nozze di Figaro di W. A. Mozart, diretta da Markus Merkel, presso la Hochschule für Musik und Theater di Rostock, in Germania. Tra le sue attività più recenti, segnaliamo quella di Assistente alla Direzione Musicale nelle produzioni di Nabucco di G. Verdi, diretta dal M. Miquel Ortega (regia di Stefano Monti) e di Don Giovanni di W. A. Mozart, diretta dal M. Sergio Alapont (regia di Rosetta Cucchi), realizzate presso l'Auditorium de Santa Cruz de Tenerife. Per la prossima stagione è stato riconfermato come Direttore per alcuni concerti sinfonici e in qualità di Assistente nelle produzioni di La bohème e Aida. Nel 2014 debutta alla testa dell'Orchestra Sinfonica di Tenerife, nella produzione di Don Chisciotte di J. Massenet con la regia di Giorgia Guerra a cui, grazie al grande successo farà seguito nel 2015 Hänsel und Gretel di Humperdinck. Nel 2016 è stato scelto dall'AsLiCo, in occasione del ventennale del progetto Opera domani, per dirigere la tournée di Turandot in numerosi teatri d'Italia. Tra i suoi prossimi impegni si evidenzia la direzione del Don Pasquale di Donizetti a Tenerife.


Roberto Catalano
Roberto Catalano nasce a Palermo il 20 marzo 1985. Nel 1999 entra a far parte dei Piccoli danzatori del Teatro Massimo di Palermo e da allora, attraverso varie esperienze da danzatore e da mimo, prende parte alle produzioni della fondazione. Dal 2002, comincia a muovere i primi passi nel campo della regia, scrivendo e dirigendo i suoi spettacoli, tra i quali Ad occhi chiusi (andato in scena al Teatro Vasquez di Siracusa in occasione del convegno internazionale di studi per la salvaguardia dei teatri antichi di pietra), Noel (Teatro Politeama, Palermo ), Il paradiso di pietra (andato in scena al Castello Ursino di Catania, in occasione del Premio Borsellino 2010) e La quarta notte (Teatro delle Ciminiere di Catania). Nel 2008 consegue la laurea in filosofia e scienze etiche e prosegue la sua attività teatrale affiancando registi come Daniele Abbado e Francesco Micheli, in qualità di assistente alla regia presso il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Petruzzelli di Bari. Nel 2011 diventa assistente del regista Andrea Cigni col quale lavora a diverse produzioni tra le quali Tosca e Madama Butterfly (Teatro Politeama di Palermo, 2011), Norma (Teatro Verdi di Sassari, 2011) ed Ernani (Teatro Ponchielli, OperaLombardia). A marzo 2012 firma la regia di Pollicino di Henze per gli Amici della musica al Teatro al Massimo di Palermo. Nel 2013 è assistente alla regia di Nabucco (regia Saverio Marconi) e Il barbiere di Siviglia (regia Francesco Micheli) entrambi andati in scena al Teatro Massimo di Palermo. Sempre nel 2013, è assistente alla regia de Il cappello di paglia di Firenze, regia di Andrea Cigni, per il Wexford Festival e il Maggio musicale fiorentino. Nel 2014, è ancora assistente alla regia di Andrea Cigni per Don Pasquale, andato in scena al Centre Lyrique di Clermont Ferrand e in una importante tournée nei teatri francesi. Ancora nel 2014, per il progetto "La scuola va al Massimo", cura l'adattamento e la regia di Otello e Don Giovanni, e vince il concorso di regia indetto dalla Fondazione Orizzonti d'arte, curando poi l'allestimento del dittico Pierrot Lunaire e Gianni Schicchi, andato in scena a Chiusi in occasione del Festival Orizzonti. Nel 2016, viene scelto da AsLiCo per curare regia e adattamento di Bohème. Storia di una scelta,nell'ambito del progetto Ooera IT. Nel luglio 2016, dirigerà un nuovo allestimento de L'elisir d'amore a Beirut, in occasione della terza edizione di OperaStudio.