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Due bauli colmi di oggetti e scintillanti costumi di scena, una scena semplice ma efficace che si monta e rimonta in poche ore, una piccola compagnia affiatata di cantanti, tecnici e musicisti, leggii e strumenti al seguito…
Questa la formula del progetto di Pocket opera, nato nel 2005, ma erede di una tradizione teatrale antica, quella delle compagnie itineranti che dal ‘600 in avanti sbarcavano il lunario proprio portando il teatro – spettacoli di orsi o acrobati, ma soprattutto commedia dell’arte, opera lirica, pastiches musicali – nei piccoli centri ai confini dell’impero asburgico o del Regno di Napoli. Una formula, dunque, nel pieno della tradizione del melodramma, che trae vitalità e si rinnova proprio nelle trame della cultura popolare più alta. Segno tangibile di quella vitalità, proprio i piccoli teatri storici della Lombardia, gioielli architettonici che costellano la campagna padana, di recente restaurati e pronti ad aprire il sipario ed a risuonare degli applausi del pubblico. 
Due nuove produzioni ogni anno, in scena cantanti selezionati e preparati dall’As.Li.Co, che con entusiasmo affrontano la lunga tournée, in compagnia dell’Orchestra 1813. Da Mozart a Rossini, da Donizetti a Verdi, il progetto attraversa il repertorio d’opera di tradizione. 
Opere pocket, dunque, ma perfettamente riconoscibili e fruibili dagli spettatori. Opere ‘travestite’, in una nuova rielaborazione musicale e drammaturgica, che speriamo sappiano rinnovare l’incantesimo tra pubblico e palcoscenico…